21 Ottobre 2009

Il regno di San Precario

Venghino signori venghino….c’è posto per tutti. Benvenuti nel regno di San Precario. Io, che ci abito da tempo vi descrivo le sue splendide caratteristiche.

Flessibili nel lavoro è bello perchè: i pagamenti sono dilazionati nel tempo, straordinari e ferie non sono pagati, tredicesima e quattordicesima non ci sono. I contributi pensionistici sono facoltativi o irrisori, la previsione di scatti di anzianità in busta paga è una chimera. Il livello retributivo resta sotto la soglia corrente di mercato per lo specifico settore. Il boss ringrazia, risparmia un bel po’ di tasse, si sente leggero nei confronti del fluttuare del mercato, decide lui quando deve sorgere o tramontare il sole…

Gli abitanti del regno di San Precario faticano parecchio ad avere soldi in prestito dalle banche, ma questo è positivo così non li spendono. Non affittano o comprano case, perchè non sanno se e quanto prenderanno il mese dopo. Anche questo è positivo perchè almeno fanno compagnia ai genitori, che così non si sentiranno soli.

Da vecchi vivranno una seconda giovinezza hippy, visto che non avranno la pensione e sperimenteranno orizzonti senza limiti, come la vista offerta da sotto il ponte in cui vivranno. Ma come fate a non accorgervi di quanto sia meraviglioso? Persino sulla porta d’ingresso c’è scritto: lasciate ogni speranza o voi che entrate.

sanprecario

9 Ottobre 2009

Citazione, per una passione che non finirà mai…..

«Credo che lo farei anche gratis, non saprei come mangiare ma, sì, lo farei anche gratis. E’ la mia passione, il mio amore, la mia dannazione, la mia fatica, il mio passatempo, è tutto! Il giornalismo è: vai a vedere senza pregiudizi e racconta quello che hai visto».

Indro Montanelli

2 Ottobre 2009

Siamo tutti per la libertà di stampa

1 Ottobre 2009

Giornalisti e libertà di stampa

a 95 anni guida

Il Facebook delle meraviglie, permette anche questo, di dire la propria sulle parole del presidente della Regione. Stamattina, Gian Mario Spacca ha postato sul suo account una nota sulla libertà di stampa, che riporto integralmente.

L’1 gennaio 1948 entra in vigore la Carta Costituzionale: all’articolo 21 afferma la libertà di espressione e d’informazione. 20 giorni dopo, il presidente della Repubblica promulga la legge sulla libertà di stampa, approvata dall’Assemblea costituente. E’ la prima legge importante della appena nata Democrazia italiana. Sono tempi che parlano da soli: la Costituzione assegna subito alla libertà di espressione a mezzo stampa un ruolo fondamentale per la sua edificazione. E’ uno spirito da difendere con grande determinazione e da riconquistare ogni giorno a garanzia della democrazia, per contrastare il rischio dell’omologazione e assicurare che ci sia sempre uno spazio per il pensiero critico.


Una riflessione che è bene fare in un periodo in cui si susseguono episodi che sembrano minare principi errinunciabili. Il compito degli organi di informazione non è quello di essere al servizio di questo o quel potere, ma quello di esercitare un controllo democratico nei confronti di tutti i poteri, per stimolare il dialogo, aumentare il tasso di democrazia e di opinione nel paese. La democrazia non può permettersi di temere l’opinione dei media, per questo sono convinto sia giusto manifestare il 3 ottobre a Roma perchè la libertà di stampa non venga messa in discussione.”

Di solito, quando leggo frasi e affermazioni dei contatti politici sul Faccialibro, sto zitta, perchè le mie idee politiche le tengo per me e non voglio che possano in alcun modo essere prese come spunto per etichettarmi. Stamattina però non ci sono riuscita. Sono di parte, nella questione sulla libertà di stampa, per il mio lavoro di giornalista locale. Non sono riuscita a stare zitta però.

A Roma, sabato 3 ottobre, alla manifestazione sulla libertà di stampa non ci sarò. Penso che in Italia ci sia ancora la libertà di stampa, anche se le classifiche segnalano che stiamo scivolando sempre più giù e certi episodi, fanno pensare che si stiano restringendo le sue maglie. Sono altre le questioni per cui sarei pronta a marciare in piazza. In Italia c’è sempre meno libertà di essere giornalisti. Tantissimi sono i precari, ci sono voluti diversi anni per il rinnovo del contratto di categoria e inoltre per i corrispondenti locali, niente è cambiato, ne sul piano finanziario, ne su quello delle tutele.

L’ordine, a cui ogni anno si versano poco più di cento euro, va seriamente riformato, così come la legge sulla stampa, che non contempla nulla dell’attuale panorama dell’informazione, in piena rivoluzione web. I giornalisti sono tanti, in un mercato in crisi, ma non esistono solo i Vespa ed i Santoro. Ce ne sono tanti, che fanno il loro lavoro con passione, voglia di dire le cose come stanno e vorrebbero più dignità e rispetto credo. L’appuntamento del tre ottobre, anche se nato da intenzioni positive, a mio parere oscura questioni più urgenti che la Fnsi (il sindacato dei giornalisti) dovrebbe affrontare. Parlo delle condizioni di lavoro, dell’accesso e della formazione al giornalismo, del contesto di produzione delle notizie.

Il sistema di produzione editoriale è legato ad un’organizzazione sistematica, che favorisce l’informazione elargita da uffici stampa ed agenzie, riducendo sempre più lo spazio per la “produzione propria” e il giornalismo d’inchiesta ed investigativo. Anche il fotogiornalismo d’autore si sta riducendo sempre di più. In due parole, sempre meno qualità. Il gossip che assurge a notizia, tenendo banco per settimane, è un sintomo evidente. Tornare alla fonte, alla notizia, al raccontare qualcosa di nuovo ed utile per il lettore, è un ovvio e banale principio di buon senso.

Un’altra piccola notazione sul mercato “immobile” dell’informazione, con la carta stampata strozzata dal monopolio della raccolta pubblicitaria, in cui il piccolo schermo fa la parte del leone, rispetto al giornale di carta. Il finanziamento pubblico alla stampa andrebbe rivisto, alla luce di un reale raccordo con il mercato. E il mondo dell’informazione via internet dove lo mettiamo? Figlio di un dio minore, anzi sconosciuto.

Ciò che ho scritto lo hanno detto diverse persone, anche più autorevoli di me. Alla libertà di stampa tengo con tutto il cuore, sarei pronta a battermi seriamente se fosse minacciata.

Tutto il mio rispetto per chi sabato sarà a Roma

28 Settembre 2009

Sulla libertà di stampa e sulla manifestazione di Roma: sottoscrivo questa lettera

da http://www.facebook.com/note.php?note_id=145508052586&id=1092106590&ref=nf

Sono una giornalista professionista di Roma, e opero questo mestiere da oltre dieci anni. Purtroppo ho sempre vissuto una situazione estremamente precaria. Essendo registrata alla vostra news letter mi ha fatto molto piacere che finalmente qualcuno metta costantemente in evidenza la nostra situazione …. E non solo con trafiletti di giornale in occasione di qualche notizia particolare.
Il malessere della nostra categoria è come quello degli insegnanti, ma almeno loro hanno avuto il coraggio di unirsi e di picchettare il Ministero della Pubblica Istruzione!
Adesso la manifestazione del 19 a piazza del popolo a Roma, rimetterà al centro dell’attenzione la categoria, ma soltanto sotto l’aspetto della libertà di stampa. Aspetto che a dire il vero a noi precari dell’informazione coinvolge molto poco, visto che per avere determinati problemi prima di tutto si dovrebbe stare ‘dentro una redazione’.
Di libertà di stampa, quando si lavora senza contratto non occorre nemmeno parlarne… già le posizioni sono così volatili per conto loro, che la preoccupazione di essere liberi nel nostro lavoro nemmeno ci tange lontanamente. Purtroppo la deontologia diventa un lusso, che a fatica si riesce a rispettare, cercando di sfruttare ogni piccolo margine di scelta che la posizione del precario permette. Inoltre mi è capitato anche spesso, e non credo di essere l’unica, di dover persino rinunciare ad una collaborazione se non accettavo di ‘attaccare’ l’istituzione di turno che risultava antipatica alle scelte editoriali. Così alla precarietà gratuita ci aggiungiamo anche quella di parte.
In ultima analisi, anche se io ho cercato nel mio piccolo di essere più fedele ai miei principi, non ho il coraggio di deprecare quei miei colleghi, anch’essi precari, che pur di lavorare accettano compromessi. Io ho avuto una posizione familiare abbastanza agiata che mi ha permesso di non dover svendere la mia personalità e tutto ciò in cui credo, ma l’ho pagata cara passando dai complimenti dei miei capi di turno, alla cancellazione dopo anni dalle liste dei collaboratori senza nessuna spiegazione. Per non parlare di altri compromessi che mi sono stati chiesti in qualità di ‘donna’ !
Al momento mi trovo completamente a spasso….. con la possibilità teorica di far chissà quale causa a giornali che mi hanno precedentemente sfruttato con l’unico risultato certo di bruciarmi completamente la piazza di Roma.
Così ho ricominciato, come all’inizio della mia carriera, a spedire curriculum a testate che denunciano sovrabbondanza di assunti e collaboratori, a fare colloqui per ingaggi da 20 euro lordi a pezzo ecc. ecc. (tutte cose ormai così note che viene lo sconforto solo ad enunciarle).
Pertanto non credo che mi unirò il 19 in piazza per difendere un diritto a me negato sin dal principio, ma conservo ancora nel cuore il sogno che anche noi precari dell’informazione un giorno potremo scendere tutti insieme in piazza e riuscire finalmente uniti a far valere i nostri diritti, sempre se che ce ne siano rimasti ancora dopo un calpestio durato anni ed anni.
Vi ringrazio dell’attenzione, e scusatemi se mi sono rivolta a voi, ma a Roma pare che del nostro futuro poco importa!

21 Settembre 2009

Autumn

Brividi
sulla schiena
bagnata dal fragore liquido
nuvole squarciate
da un arcobaleno di speranze
foglie strapazzate
dal vento d’autunno.
Si volta pagina
per ricominciare
una nuova stagione
ci sono distanze incolmabili

by mefoglie_autunno

9 Settembre 2009

Il più bello dei mari

croazia 2009 594

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

- Nazim Hikmet

9 Settembre 2009

Licantropia

In qualche luogo i sogni diventeranno realtà.

C’è un lago solitario

illuminato dalla luna per me e per te

come nessuno per noi soli.

Lì la scura bianca vela spiegata

in un vago vento non sentito

guiderà la nostra vita-sonno

laddove le acque si fondono

in un lido di neri alberi,

dove i boschi sconosciuti vanno incontro

al desiderio del lago di essere di più

e rendono il sogno completo.

Là ci nasconderemo e svaniremo,

tutti vanamente al confine della luna,

sentendo che ciò di cui siamo fatti

è stato qualche volta musicale.

Fernando Pessoa

9 Settembre 2009

Mirror

specchio

Son d’argento e sono esatto. Io non ho preconcetti.
Quel che vedo subito inghiottisco
cosí com’è, senza infilarci amore né disprezzo.
Non son crudele, solo sincero ——
Spendo la maggior parte del tempo a meditare sul muro
opposto.
È rosa a macchioline. L’ho guardato tanto
che penso sia una parte del mio cuore. Ma viene e va.
Facce e oscurità ci separano più e più volte.
Sono un lago, ora. Una donna su me si china
in me cercando ciò ch’ella è veramente.
Poi ritorna alle bugie, la luna o le candele.
Il suo dorso vedo, e fedelmente lo rifletto.
Ella si gira verso di me con lacrime ed agitazione di mani.
Ogni mattina è la sua faccia a rimpiazzare il buio.
Sono importante per lei. Lei viene e va.
In me lei ha annegato una ragazza, e in me una vecchia
affiora verso di lei di giorno in giorno, come un terribile
pesce.

Sylvia Plath

20 Agosto 2009

Simposio di scultura a Castelraimondo, per vedere come nasce un’opera d’arte

simposio scultura 2009 034

CASTELRAIMONDO – Piano piano stanno prendendo forma tra le mani degli artisti le nove sculture, scolpite nel bianco marmo di Carrara, in corso di realizzazione per il quinto “Simposio internazionale di scultura”, che si sta svolgendo nel verde del laghetto Caciorgna ai Feggiani, di cui l’anima e la mente è Fernando Caciorgna con la PromoArte insieme all’amministrazione comunale.

Gli scultori, provenienti da diversi paesi d’Europa, lavorano tutto il giorno di scalpello, flessibile e fresa, per dare forma alla stessa pietra che ha reso immortali le opere di Michelangelo, proveniente dalla cava Barattini di Carrara. Chiunque può andare a fare loro visita, per vedere con i suoi occhi come nasce un’opera d’arte, direttamente dalle mani di chi l’ha pensata. Già ad una settimana dall’inizio di questa avventura, le forme sono abbozzate, si intuisce come saranno le opere una volta terminate.

Saranno i cittadini di Castelraimondo, a votare la loro scultura preferita, con una sorta di referendum il prossimo 30 agosto, quando con una bella festa si concluderà questa esperienza. A settembre voteranno anche gli alunni delle scuole. “La scultura più bella sarà collocata in una delle aree verdi del comune, come già avvenuto per le precedenti edizioni – spiega Renzo Marinelli, assessore comunale alla cultura – contiamo di poter lasciare, attraverso iniziative come questo una testimonianza solida e duratura dei nostri tempi ai posteri”. Ecco gli artisti partecipanti: Nando Alvarez (Spagna); Miguel Angel Gomez (Spagna); Chifu Panaite (Romania); Evrin Kelie (Turchia); Agnessa Petrova (Bulgaria), Emanuele Rubini (Italia); Maurizio Peron (Italia), Sestilio Burattini e Francesca Bianconi (Italia).


Dichiarazioni artisti

“Lavoriamo dal mattino fino a quando non si fa buio – racconta il rumeno Panaite Chifu al simposio per la quarta volta – con la mia arte cerco di ricordare alla gente che si occupa solo di quotidiano, che esiste l’infinito, che viviamo immersi in un sistema galattico”. La sua opera si intitola “Frammento d’universo”.

Tre le donne che partecipano al simposio. Agnessa Petrova, dalla Bulgaria è una veterana dei simposi. “La mia opera è ispirata all’onda, formata dall’acqua – spiega – per indurre suoni ed emozioni tipici della natura primordiale, il rumore dell’acqua, della lava, che scorre con la sua forza”.

E’ sospesa tra due paesi, che considera entrambi “casa” Evrin Kilic, che ha dedicato la sua scultura all’unione tra Turchia e Italia. “Il vostro paese è la mia seconda casa – racconta – cerco di venire più spesso possibile, perchè mi trovo molto bene”.

E’ la figura di un uomo, sospeso in un abbraccio, la scultura alla quale sta lavorando Francesca Bianconi. “L’emozione di dare vita ad un’opera d’arte sta tutta nel momento in cui la si realizza – racconta – l’arte è un mondo senza barriere, in cui non c’è distinzione tra uomo e donna”. “Un simposio come questo è un’esperienza indimenticabile – commenta entusiasta – c’è la possibilità di fare il lavoro che si ama, con passione, ci si scambiano esperienze, consigli, si conoscono meglio le rispettive culture”.

Ben rappresentata anche la Spagna, da due giovani artisti. “Mi sono ispirato alla figura di una donna e alla crisi di questi tempi – racconta Miguel Gomez Martinez, in arte “Matrero” – la figura femminile come origine, nascita, chiusa su se stessa per indicare la crisi, ma già la testa si solleva, ad indicare la speranza”. Predilige le linee astratte e lascia libera l’intepretazione di chi guarda le sue opere Nando Alvarez, per la seconda volta al simposio. “Da circa un anno e mezzo sto realizzando una serie di sculture dal titolo Fauna, di cui anche questa opera è parte, ispirandomi al mondo degli animali”, racconta.

Scolpisce nella pietra le sue emozioni, per dare vita ad ogni opera che definisce “unica e irripetibile”, destinata a restare nella storia, Emanuele Rubini. “Sto realizzando un’opera che è un doppio shock per lo spettatore, che possa dargli un’emozione continua”, spiega. Da un lato un gigantesco occhio, a simboleggiare il mistero, dall’altro le curve sinuose della bellezza femminile. Altri due scultori italiani partecipano al simposio: Maurizio Peron e Sestilio Burattini.