In rete scorrono fiumi di parole, per ricordare uno degli innovatori più importanti dell’ultimo quarto di secolo.
Era un uomo che sapeva sussurrare al futuro, Steve Jobs. Delle tante cose ascoltate, lette e viste in questi anni di routine mediatica, mi hanno colpito la sua passione per quello che amava fare ed il suo talento assoluto, che gli ha permesso di ribaltare le situazioni difficili, trasformandole in punti di forza per arrivare comunque al successo.
Non starò a celebrare la sua figura di guru informatico, a disquisire sulla portata delle sue intuizioni geniali. Voglio semplicemente parlare dell’uomo che ha avuto il coraggio di inseguire i propri sogni, sino a farli diventare reali. Dell’uomo che ha saputo rinascere per tre volte, si è rialzato dopo momenti difficili, non ha lesinato impegno e determinazione, per arrivare là, dove desiderava giungere.
Una figura straordinaria che ha lasciato in eredità al mondo oggetti di uso quotidiano che ogni rendono la vita quotidiana più semplice a milioni di persone. Un uomo che ha anticipato nelle sue creazioni la visione del futuro prossimo che è già realtà: una vita sempre più integrata tra analogico e digitale, strumenti di semplice uso vicini alle esigenze degli utenti, utili per esprimere le proprie passioni, ma non solo, stupendamente belli.
Un uomo che aveva il dono straordinario di poter rendere reali le incredibili visioni della sua mente. Per rendergli omaggio posso solo ripetere la splendida frase del film L’Attimo fuggente: Dei due sentieri scelsi il meno battuto per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.
“Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.”
Steve Jobs, dal discorso ai laureati di Stanford nel 2005
R.i.p.
